TERME DI CERVIA
La struttura, progettata da Carlo Viganó e realizzata fra il 1960 e il 1961, mostra ancora le scelte formali dell’epoca ed il design degli interni originari, rendendola una delle più caratteristiche del Modernismo del Novecento.Le piastrelle dagli smalti cangianti sono state disegnate da Carlo Zauli per le terme e poi entrate in produzione a La Faenza, l’azienda di cui era fondatore.
STELLA MARIS, CERVIA.
Nell’agosto 1956 fu posta la prima pietra della nuova chiesa, ad opera dell’architetto fiorentino Carmelo Bordone. L’edificio si rendeva necessario per venire incontro alle esigenze della grande espansione turistica.
IL GRANDE CRETTO
I ruderi della vecchia città di Gibellina, distrutta dal terremoto che colpì la valle del Belice nel ’68, sono stati oggetto di un intervento di land art ideato da Alberto Burri.
L’opera che riproduce la tipologia dei Cretti realizzati dall’artista negli anni Settanta si estende qui in scala monumentale.
Il memoriale è composto da cubi di cemento bianco che rievocano la struttura delle abitazioni sottostanti: un labirinto che può essere percorso camminando tra gli spazi che separano i blocchi e ricordano le antiche strade del paese.
CIMITERO DI SAN CATALDO, MODENA.
La parte moderna del cimitero venne progettata nel 1971, in stile razionalista-metafisico con linee essenziali e pulite, dall’architetto Aldo Rossi e Gianni Braghieri, con uno studio denominato “L’azzurro del cielo”, in seguito parzialmente modificato nel 1976.
Il complesso, inaugurato nel 1987 e non ancora completato, è caratterizzato al centro del cortile da un alto edificio di forma cubica (molto simile al Palazzo della Civiltà Italiana del quartiere EUR di Roma) che rappresenta la “città dei morti” in contrapposizione alla “città dei vivi”.